Una conversazione con Francesco Aucone, della Federazione dei Comunisti Anarchici
L’idea di realizzare questa intervista ci era venuta già nella seconda metà di giugno, quando avevamo letto il comunicato di indizione della festa di Alternativa Libertaria. L’elemento stimolante dell’iniziativa stava, a nostro avviso, nell’intento di rilanciare con forza, nel contesto attuale, l’ipotesi autogestionaria. Certo, molti rimarranno perplessi di fronte a un simile proposito, perché negli ultimi anni il termine autogestione ha spesso indicato la prassi di liberare spazi, finendo per disinteressarsi del contesto circostante. Ma l’impostazione della Federazione dei Comunisti Anarchici è ben altra, come emerge da questa conversazione. La quale, anche se realizzata a una certa distanza dalla festa, da essa prende le mosse, ritenendola un momento non certo secondario nella vita dell’organizzazione in questione. Ma vengono toccati anche temi come la lotta per (attorno) ai beni comuni e i sommovimenti che, negli ultimi tempi, si sono verificati in varie parti del mondo.
Ci piacerebbe che tu partissi da un bilancio della festa di Alternativa Libertaria, ormai giunta alla sua VII edizione…



















