
“L’Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo” (Pier Paolo Pasolini, 1962)

“L’Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo” (Pier Paolo Pasolini, 1962)
I tranvieri di Genova hanno segnato un passaggio importante e guadagnato una posizione fondamentale: hanno bloccato la privatizzazione e non hanno accettato peggioramenti alla loro prestazione lavorativa e questo serve come riferimento al resto del paese.
Se non sono i lavoratori dei servizi che si oppongono al disegno del capitale in merito allo stato sociale, non si va da nessuna parte.
Resta il punto su come reperiranno le istituzioni i miliardi che occorrono, le linee che verranno appaltate, come evitare una privatizzazione mascherata. Non è finita, da qui fino alla fine del 2014 la partita è aperta, ma tutto questo non spetta ai soli tranvieri, non li si può lasciare soli.
E almeno due sono i punti fondamentali: il primo è la ridefinizione della rappresentanza sindacale o la sua ricostruzione non su basi di sigle, ma su basi più aderenti alle necessità; il secondo è una rappresentanza sociale in città che esprima contenuti politici di mantenimento dello stato sociale contro le privatizzazioni, rappresentanza sociale dove i lavoratori siano presenti e determinanti.
A Bologna PER LA DIGNITA PER I DIRITTI. Sono state queste le semplici parole d’ordine stampate sul manifesto di convocazione della manifestazione dei facchini della logistica.
La manifestazione riuscita di Bologna sta a indicare che la repressione dentro i luoghi di lavoro del settore della logistica fatta di ricatti, servilismi, licenziamenti di delegati e di attivisti sindacali, con l’aggiunta di denunce per i blocchi degli interporti che si esplicita in un attacco diretto alle lotte, non passa, non ha distrutto quello che in questo anno e mezzo di iniziative è stato costruito.
La logistica è un settore fondamentale dello scontro/conflitto fra capitale e lavoro che possiamo definire strategico ed importante seguire, capire, per partecipare allo sviluppo delle lotte, delle forme organizzative di costruzione e ricostruzione che la classe mette in campo per rompere il dominio del capitale sulla prestazione lavorativa e la condizione di vita dei lavoratori.
La strada sin qui seguita con la costruzione della rappresentanza nelle lotte che pone come punto iniziale la conquista del lavoro contrattato, che rompe la logica del mercato delle braccia e non solo gestito dai padroni, indica un percorso di classe che ci riporta ai fondamentali della organizzazione di resistenza che la stessa ha costruito o meglio costruisce.
Pur non credendo ai facili entusiasmi, siamo impegnati e agiamo nella difficile e complessa azione politica di ricostruzione dei rapporti di forza, oggi distrutti.
I segnali, quello che la classe ha messo in campo a Genova e Bologna nella settimana trascorsa, vanno con tutto il loro carico di difficoltà e incertezze in questa direzione.
FdCA – Commissione Sindacale
Spetterà ai lavoratori dell’azienda trasporti trarre le conclusioni da un accordo con luci e ombre.
Per quel che ci riguarda abbiamo sostenuto la loro battaglia, ci interessa qui fare una riflessione e fissare alcuni punti.
La lotta è stata contro i licenziamenti, contro il peggioramento delle condizioni di lavoro, contro la riduzione del salario attraverso l’eliminazione dei contratti sia aziendali che nazionali, contro la perdita delle parti normative,delle tutele e dei diritti.
Questo significa per la classe l’azione del capitale di privatizzare, esternalizzare le aziende in capo al “pubblico”, poi le ovvie ricadute sul servizio e i cittadini.
Una lotta difensiva sottolineiamo, ma su questo punto occorre chiarire : non esiste una separazione per cui le lotte si dividono in difensive e d’attacco. Oggi occorrerebbero queste ultime, ma il legame risulta connesso in quanto non esiste lo spartiacque; battaglie e lotte di natura differente si intersecano.
Per primo i lavoratori hanno preteso che l’azienda rimanga pubblica; secondo che debba essere ricapitalizzata con soldi pubblici che si devono trovare,l’esatto contrario di quello che il capitale sta imponendo. L’esatto contrario di quanto sindaci,governatori,ministri e compagnia cantante vanno a garantire con gli accordi di svendita e distruzione del pubblico a favore dei profitti privati.
Non a caso la lotta ha impedito al consiglio comunale di funzionare. Il comportamento del sindaco e compagnia è solo cronaca e non ci interessa.
Non è certo la scala locale, un sindaco più o meno amico, che con il patto di stabilità può spostare l’ago della bilancia.
Ma perché Genova?
Perchè la realtà genovese, sul terreno sociale generale e nello specifico di quei lavoratori, è comune alla quasi totalità dell’area economica di riferimento.
Genova è una di quelle realtà -ormai sono pochissime nel centro-nord- dove la rappresentanza dei lavoratori non è stata distrutta; sconta ,sì, diverse riduzioni e problemi, ma nonostante questo ha comunque una continuità.
Quando “partono” lotte con questi contenuti e questa intensità occorre aver chiaro che esiste una rappresentanza che in barba a dirigenti locali e nazionali “farlocchi” si impone: la limitazione del diritto di sciopero nei servizi scompare e si regge per giorni creando attorno alla lotta una forte rete di solidarietà che non è mancata.
Un momento di lotta di classe capace di dialogare e costruire moimento, nella speranza che questo passaggio si sedimenti sul terreno della rappresentanza sindacale e sociale. Genova dimostra che si può contrastare l’indirizzo e l’azione del capitale dal basso. Con i lavoratori di Genova oggi possiamo dire che siamo meno deboli sul terreno dello scontro capitale-lavoro.
Commissione Sindacale FdCA
23 novembre 2013
Sciopero ad oltranza dei lavoratori ATM Genova
Sosteniamo incondizionatamente la lotta dei lavoratori AMT di Genova. Siamo stati e saremo sempre al loro fianco in piazza per la difesa dei loro salari, dei loro diritti e per la salvaguardia ed il rilancio della mobilità pubblica.
mashriq / arabia / iraq | community struggles | news report
Tuesday November 19, 2013 01:10
by Ilan S. – AAtW, ainfos Ahdut (Unity)
ilan.shalif at gmail dot com
Tel Aviv![]()
Aumentano gli sforzi di stato per estinguere la lotta delle comunità di base ricorrendo come di recente al terrore contro le popolazioni dei villaggi nella speranza che la pressione esercitata sugli attivisti li costringa a rinunciare al confronto con le forze israeliane di occupazione. Dopo esser riusciti a mettere fine alle manifestazioni settimanali di Beit Ummar, ora nutrono maggiori speranze. Tuttavia, l’incremento degli sforzi negli sgomberi in poche aree rurali sembrano sviluppare un effetto opposto. La frustrazione dello stato israeliano si esprime negli sgomberi di massa di decine di migliaia di Beduini all’interno di Israele. Gli eroici villaggi di Bil’in, Ni’ilin, Nabi Saleh, Qaddum, Sheikh Jarrah, colline sud di Hebron ed il comitato di coordinamento della lotta popolare continuano ad aderire alla lotta unitaria insieme agli israeliani di Anarchici Contro il Muro e ad altri attivisti israeliani. Continua a leggere
Ha fatto un certo clamore, soprattutto in Emilia,la proclamazione da parte della chiesa cattolica della beatificazione di Rolando Rivi, quattordicenne seminarista di Castellarano (RE) fucilato dai partigiani del Battaglione “Frittelli” della Brigata Garibaldi Modena Montagna comandata da Mario Ricci,(Armando)il 10 aprile del 1945 in un bosco nelle vicinanze di Palagano sulle colline Modenesi.
mashriq / arabia / iraq | la izquierda | portada
Friday September 20, 2013 12:00
by ALB Noticias![]()
Intervista con “Solidaridad Kurdistán”
E’ un po’ di tempo che si parla del Confederalismo Democratico nel Kurdistán. Si tratta di un’idea politico-sociale applicata al contesto del Medio Oriente che non cerca di imporre stati-nazioni indipendenti. Siamo entrati in contatto col blog di Solidaridad Kurdistán per capire meglio questa svolta storica di un movimento di liberazione nazionale con più di 30 anni di attività alle sue spalle. In questa intervista si sviluppano i temi di questa idea anti-statalista che si basa in parte sulle idee di Murray Bookchin espresse come Ecologia Sociale e Municipalismo Libertario.
Si tratta della prima parte di in un’intervista molto più amplia sulla complessa situazione del popolo curdo nei vari conflitti in cui si viene a trovare coinvolto. La prossima intervista uscirà tra alcune settimane. Continua a leggere
Sullo sciopero CGIL-CISL-UIL del 15 novembre
Semplice liquidare l’indizione di quattro ore di sciopero, in una
situazione come quella attuale, con poche righe di commento comprensivo
della dovuta dose di ironia e di roboanti accuse al perpetuarsi del
tradimento sindacale e in particolare di marca CGIL.
Semplice e corretto da un punto di vista di analisi ma servirebbe a ben
poco e non sposterebbe alcunchè. Continua a leggere