Palestina-Israele, la bassa marea della lotta unitaria nel contesto della generale disillusione

categorymashriq / arabia / iraq | community struggles | news report authorWednesday October 23, 2013 16:15author by Ilan S. – AAtW, ainfos Ahdut (Unity)author email ilan.shalif at gmail dot comauthor address Tel Aviv Segnalare questo messaggio alla redazione

L’alta marea della lotta sociale a livello mondiale e nella nostra regione di solo 2 anni fa si è ritirata nella disillusione. Le azioni dirette unitarie a Bil’in, Ni’lin, Nabi Saleh, Qaddum, Ma’sara, Beit Ummar, Sheikh Jarrah hanno perso in quantità. Uno delle cause sta nella politica del bastone e della carota messa in atto nel sistema di occupazione israeliana. Come ad esempio il significativo aumento dei permessi di lavoro dati ai Palestinesi all’interno di Israele ed una politica più lasca verso i “palestinesi illegali” che lavorano in Israele. La ristretta politica della corrotta autorità palestinese non dà speranze nè ai militanti di base nè agli attivisti radicali in Israele. La speranza di un imminente cambiamento radicale indotto su Israele dalle pressioni internazionali e la bassa marea sia nella più generale lotta sociale che nel campo palestinese hanno fatto calare il numero e le energie degli attivisti vicini agli Anarchici Contro il Muro. Una scintilla di speranza è però quella scaturita dall’emergere del gruppo comunista anarchico israeliano Ahdut (Unità) a cui ho recentemente aderito.

Bil’in

Manifestazione settimanale del venerdì a ranghi ridotti. L’unica bandiera visibile era quella rosso&nera che portavo io e che gli altri partecipanti hanno accolto ben volentieri. Un palestinese è rimasto ferito mentre un fotografo palestinese è stato arrestato dopo che i soldati israeliani gli hanno sequestrato la macchina fotografica!
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Nabi Saleh

Attivisti riportano che la manifestazione di oggi si è svolta nonostante la pioggia. I residenti di Nabi Saleh, uomini, donne e bambini, insieme a sostenitori israeliani ed internazionali hanno cercato di avanzare verso la fonte che è stata illegalmente annessa dai coloni israeliani. Durante la manifestazione, i partecipanti sono riusciti ad aprire il grande cancello giallo di ferro che i militari israeliani avevano istallato nel 2000 ad uno degli ingressi del villaggio. Per la prima volta in 14 anni siamo riusciti ad uscire ed entrare nel villaggio per questa via. Come al solito l’esercito si è prodigato per reprimere la manifestazione ed almeno una persona è stata fermata/arrestata: Helmy, un operatore-video palestinese residente nel villaggio.

Qaddum

La manifestazione del venerdì si è svolta a ranghi ridotti a causa del giorno di festa, del raccolto delle olive, della pioggia e di un funerale nel villaggio.
La strada per il villaggio era stata chiusa ermeticamente dalle forze di stato israeliane. L’esercito ha cercato di bloccare anche il giro per la strada bianca. Ma, tutti i sotterfugi dell’esercito non sono riusciti ad impedire a coloro che lottano contro l’oppressione di partecipare alla manifestazione. Con l’aiuto dei nostri amici palestinesi siamo arrivati – un ampio gruppo di internazionali ed un pugno di israeliani – nonostante le jeep ed altri mezzi di oppressione.
All’inizio i soldati se ne stavano nascosti. Poco dopo l’inizio della manifestazione, molti di loro pesantemente equipaggiati sono sbucati da ogni direzione, da dietro le case e dalle colline sparando candelotti lacrimogeni.
Grigia giornata a Qaddum, sia per le nuvole che per i lacrimogeni, che per il fumo degli pneumatici incendiati dai giovani. Ma nel villaggio non è venuta meno la determinazione a continuare la lotta per i loro diritti, contro l’oppressione, contro l’esproprio delle terre e contro la violazione del fondamentale diritto alla mobilità.
La manifestazione è finita senza feriti e senza arresti.
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Odai Qaddomi·https://www.youtube.com/watch?v=mEL6rMDZViU

I residenti di Sheikh Jarrah continuano i loro presidi di protesta nel quartiere ogni venerdì, contro i violenti sgomberi dalle loro case.

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Non dite che non lo sapevamo n°385

Sabato 12 ottobre 2013, i Palestinesi di Qaryut (vicino agli insediamenti di Shilo ed Eli) sono andati a raccogliere le olive. Ad un certo punto sono arrivati i coloni. Hanno fatto venire l’esercito che sopraggiunto sul posto ha dichiarato l’area zona militare chiusa costringendo i contadini ad andarsene dalla loro terra.

Il giorno dopo, gli stessi contadini sono tornati nell’uliveto, questa volta insieme a volontari internazionali. Di nuovo sono giunti i coloni ed i soldati i quali hanno nuovamente allontanato i contadini dalle loro terre. Quando questi sono andati in un posto vicino -dichiarato agibile il giorno prima dagli stessi soldati- questi sono intervenuti per allontanare i contadini palestinesi anche da lì, assecondando così le richieste dei coloni.

Il 19 ottobre 2013, alle ore 15.00, i coloni hanno invaso gli uliveti di Qaryut, danneggiando gravemente almeno 70 ulivi.

Questions & queries: amosg@shefayim.org.il

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Ilan Shalif
http://ilanisagainstwalls.blogspot.com/

Anarchici Contro Il Muro
http://www.awalls.org

Traduzione a cura di FdCA – Ufficio Relazioni Internazionali

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