Angelo Boschetti

* Cremona, 12/12/1877
† ?

Residente a Cremona, calzolaio, fruttivendolo, merciaio, ambulante. Figlio di Luigi e Maiocchi Giuditta. Dalla Prefettura di Cremona, diretta al Ministero dell’Interno in data 17/08/1905, un «Cenno biografico al 15 agosto anno 1905» informa: «già calzolaio e fruttivendolo, ora merciaio ambulante – coniugato con Bonometti Orsola, con due figlie […] in Via Porta Mosa, 57»; sono definite scarse sia l’istruzione che l’educazione, oltre a sottolineare le «idee settarie che professa»; «frequenta la compagnia di altri individui di uguale opinione politica, fra cui [seguono nominativi difficilmente leggibili; ndr] e frequentava il noto Comaschi Carlo prima della di lui partenza per l’America»; «si richiama ai principi anarchici, e fra i suoi compagni gode di una certa influenza»; membro della «Lega fra i pianellai di Cremona»; «Fece anche parte del gruppo Socialista-anarchico che si era costituito in Cremona nel Dicembre 1902 in seguito agli incitamenti dell’Avv. Pietro Gori, recatosi qui in tale epoca a tenere una conferenza, e di tale gruppo […] egli fa tuttora parte»; «Verso le autorità ostenta un contegno sprezzante»; a lotte, agitazioni sindacali e scioperi ha sempre fornito «attiva partecipazione»; «Non è stato mai proposto per l’ammonizione, né pel Domicilio coatto. Con sentenza 16 gennaio 1909 venne dal Tribunale di Cremona assolto per non provata reità dal delitto di appiccato incendio alla Mostra Zootecnica avvenuto il 19 settembre 1904 in Cremona in occasione dello sciopero generale e di violenza privata commessa nella medesima circostanza».
L’aggiornamento successivo è datato 27/07/1909 e in esso si trova: «Professa sempre idee anarchiche e tiene condotta poco regolare. Prende parte attiva a tutte le dimostrazioni del suo partito». Il 27/06/1917 si comunica che il Boschetti «è stato richiamato sotto le armi […] per la protezione delle ferrovie ed al ponte sul Po, in Cremona. Segnalato per la vigilanza al locale Comando di presidio». E il 9 di luglio seguente che «è stato inviato alla 4° Compagnia di Sussistenza, distaccamento di Piacenza. – Informatone il Prefetto, per la sua vigilanza». E ancora, il 4 agosto successivo: «È stato trasferito alla 4° Compagnia di Sanità in Cremona. Disposta la vigilanza». L’ultimo aggiornamento, datato 25/09/1919, recita: «Da che è tornato dal servizio militare non ha dato luogo ad appunti speciali sulla sua condotta politica».
Il materiale nel suo insieme non è sempre di facile consultazione poiché costituito in larga parte da comunicazioni scritte a mano, però le note che ne documentano il grado d’attenzionamento risalgono al 1902 (il CPC riporta 1905) e infatti la più “remota” è della vigilia di Natale di quell’anno ed è da parte della Regia prefettura della Provincia di Cremona.
Ecco i “passi” e alcuni dei nomi “certi” di compagni da lui frequentati e componenti, come lui, del gruppo Socialista-anarchico di Cremona, così come ricorrono soprattutto nelle note dell’anno 1903: «fu col noto Foina Amilcare […] nella sede del gruppo medesimo in Via Villa Glori n. 20», del 1904 (10 marzo), dove si dice: «L’individuo a margine [si intende il Boschetti, qui «socialista anarchico», in altre comunicazioni semplicemente «anarchico», ndr] affigliato [sic] al partito socialista-anarchico […] fu veduto […] in compagnia di noti anarchici: Bellini Umberto, [illeggibile], Comaschi Carlo»; del 14/04/1904: «trovasi con altri suoi colleghi, e cioè Bonvicini Enrico, Bemmi Arturo»; del 25/01/1905: «in compagnia di Bonvicini Enrico e Telò Annibale pure dello stesso partito».
Un “salto” di una decina di anni e il 03/03/1927, dalla R. Questura di Cremona, se ne richiedono informazioni al Comando Squadra Politica della città (si noti che qui, nell’oggetto, si trova: «già calzolaio anarchico») ai fini di un’eventuale radiazione dallo schedario dei sovversivi. Considerato che, nella risposta inviata il 15/03 successivo così ci si esprime: «mantenuto buona condotta», l’esito pare scontato e infatti, in data 27/03/1927, da Roma, Ministero dell’Interno – Direzione Generale della P. S., con la consueta formula «nulla osta alla radiazione», si dà il placet a tale provvedimento. [vc, db]

Fonti:
ASCr, Quest.-Sovv., ad nomen.

Presente in:
ASC, CPC.